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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Per il contratto e per la stabilizzazione
La mobilitazione di tutti i lavoratori del
comparto non si ferma!
Ieri i lavoratori, sia a tempo indeterminato che determinato, hanno manifestato il proprio disagio per il venir meno agli impegni assunti dal Presidente della Regione.
Nonostante la richiesta unitaria di urgente incontro, Lombardo non si è reso disponibile per giustificare alle OO.SS. i motivi che hanno determinato lo stralcio della norma sulla stabilizzazione e il mancato finanziamento del rinnovo contrattuale.
A questo si è aggiunto un atteggiamento dilatorio su tutte le problematiche connesse con la valorizzazione delle professionalità ed alla definizione di percorsi di carriera, che dovranno realizzarsi attraverso un processo riformatore che coinvolga concretamente le parti sociali, nell'interesse dei lavoratori e dei cittadini.
Questo è un fatto gravissimo che misura la distanza che si sta creando sempre di più fra il governo regionale e le esigenze dei lavoratori.
Nonostante ciò, abbiamo comunque segnato un primo passo. Grazie alla nostra ferma presa di posizione, è stato approvato in commissione bilancio un emendamento governativo che, insieme alla proroga dei contratti in scadenza al 30 aprile, recupera l'articolo del disegno di legge sul personale che definisce la dotazione organica dell'amministrazione regionale.
Questo è solo un atto propedeutico, di per sè fondamentale, che potrà rendere possibile la stabilizzazione attesa da anni dai lavoratori a tempo determinato dell'Amministrazione regionale.
Il governo da parte sua ritiene che con quest'articolo si potrà procedere alla stabilizzazione per via amministrativa; dobbiamo tutti impegnarci ad incalzarlo affinchè ciò diventi un fatto concreto e non sia piuttosto un escamotage dilatorio.
Purtroppo, ancora una volta, lo stesso Governo dimentica la problematica relativa al personale a tempo determinato degli enti regionali, per i quali non è stato, ad oggi, prevista l'individuazione di analoghi processi di stabilizzazione.
Per le ragioni esposte proseguiamo con la mobilitazione di tutti i lavoratori, invitandoli a sostenere con forza l'iniziativa unitaria delle organizzazioni sindacali così da costringere il Presidente della Regione ad assumersi le proprie responsabilità.
Pertanto dal giorno 26 aprile è indetto un sit-in davanti l'ARS a partire dalle ore 15.
Palermo 23/04/2010
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Agli impegni non mantenuti da Lombardo
rispondiamo con la mobilitazione permanente
Il Presidente della Regione, meno di 10 giorni fa, aveva garantito alle OO.SS. e ad oltre 8000 lavoratori Regionali che avrebbe risolto i problemi posti, a partire dalla stabilizzazione dei lavoratori precari dell'Amministrazione Regionale.
La nostra richiesta di chiudere con il precariato è motivata, oltre che dalla necessità di dare stabilità a lavoratori che da 20 anni vivono senza certezza nel loro futuro, anche dal processo di riforma complessivo della Pubblica Amministrazione che ormai non può più attendere e che può essere portato a compimento solo se si risolve le questioni legate al personale.
La sicurezza con cui Lombardo aveva rappresentato la superabilità di tale annosa vicenda , attraverso la presentazione di un apposito emendamento in finanziaria, viene oggi clamorosamente smentita considerato che lo stesso emendamento è stato definitivamente stralciato, dando così un colpo di scure alla stabilizzazione e al finanziamento del rinnovo contrattuale.
Le riserve che avevamo espresso a conclusione dell'incontro e che oggi trovano purtroppo conferma, ci impongono a chiamare i lavoratori alla mobilitazione per mettere il Presidente della Regione davanti alle sue responsabilità e imporgli di mantenere gli impegni assunti.
Per questi motivi a partire da domani pomeriggio, nel momento in cui riprenderà il dibattito Parlamentare, convochiamo un presidio davanti l' A. R. S. Per rappresentare a Lombardo, che parteciperà ai lavori d'aula, ed ai gruppi Parlamentari la necessità di chiudere definitivamente la stagione del precariato dando garanzia del diritto alla stabilità ai lavoratori
Palermo, 21 aprile 2010
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Palermo, 13 aprile 2010 Ottomila dipendenti regionali, provenienti da tutta la Sicilia, sono scesi questa mattina in piazza per chiedere un cambiamento della linea politica sul personale portata avanti sino ad oggi dal governo regionale, guidato da Raffaele Lombardo. Principalmente al centro delle rivendicazioni messe al centro della protesta organizzata da parte dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Cobas/Codir, Sadirs, Siad e Ugl: il finanziamento per il rinnovo del contratto di lavoro economico scaduto nel 2007, la stabilizzazione del precariato regionale (nel 90% dei casi precari da più di 21 anni), l’immediata riapertura del confronto governo-sindacati sulla Legge di riforma del personale finalizzato al rilancio della macchina amministrativa, l’abbandono di una politica di privatizzazione selvaggia dei servizi della Regione Siciliana (beni culturali, aziende foreste, etc.). Durante la protesta, che fra l’altro ha determinato la chiusura della quasi totalità degli uffici regionali in tutta la Sicilia, il governo regionale ha ricevuto la delegazione dei sindacati per affrontare le questioni poste sul tavolo. Presente all’incontro il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, l’assessore alla funzione pubblica, Caterina Chinnici, l’assessore al bilancio, Michele Cimino, mentre per l’amministrazione c’erano il segretario generale, Vincenzo Emanuele, il dirigente generale del personale, Giovanni Bologna ed il capo della task force lavoro Salvatore Cianciolo. Dopo avere ascoltato le richieste dei sindacati il governo si è pronunciato sui singoli punti: 1) per il rinnovo del contratto di lavoro il presidente si è impegnato a reperire le risorse necessarie per il rinnovo economico ammontanti a circa 40 milioni di euro, somme che dovranno essere iscritte nel bilancio che verrà approvato entro aprile; 2) sulla Legge di riforma del personale il governatore ha chiesto all’assessore alla funziona pubblica di riaprire il dialogo con le organizzazioni sindacali al fine di velocizzare un percorso più volte annunciato ma che è rimasto sostanzialmente fermo; 3 )sul tema del bacino unico del personale il governo ha annunciato di avere modificato la norma nella direzione di un bacino unico del personale esclusivamente per il personale delle società a partecipazione regionale che escluderebbe quindi – come richiesto dai sindacati - il pubblico impiego; 4) sul tema delle “privatizzazioni” dei servizi il governo ha rimandato il tema ad un tavolo governosindacati condotto dall’assessore ai beni culturali, Gaetano Armao, a cui il presidente si è impegnato di dare un’apposita direttiva nella direzione del confronto 5) inoltre, il presidente della Regione si è impegnato a velocizzare il percorso della stabilizzazione dei 4.500 precari attraverso la presentazione di un emendamento in Finanziaria che – a costo zero – consenta di trasformare il rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato. Sul tema Lombardo ha anche annunciato di volere aprire un “tavolo” con il governo nazionale per ottenere risorse finalizzate alla stabilizzazione del personale come avvenuto per altre Regioni italiane. I sindacati hanno espresso moderata soddisfazione per l’attenzione ricevuta da parte del governo ma restano in attesa – adesso – di fatti concreti che diano realmente inizio ad una nuova fase per un’amministrazione che possa essere al servizio della collettività con il personale fortemente impegnato e motivato nelle propria odierna missione. In ogni caso, le Organizzazioni Sindacali hanno invitato tutti lavoratori regionali a mantenere alta l’attenzione sulle questioni poste al fine di una positiva risoluzione della vertenza.
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SEGRETERIE REGIONALI
Palermo, 8 aprile 2010
IL GOVERNO TACE
I REGIONALI SCENDONO IN PIAZZA
Il 13 aprile 2010
Giorno 31 marzo scorso, le scriventi hanno avanzato “unitariamente” la volontà di portare la
protesta dei lavoratori in piazza.
Il silenzio del Governo è la causa della giusta forma di protesta dei lavoratori, per il rispetto dei
propri diritti e contro gli inaccettabili tagli economici della finanziaria.
Vogliamo una riforma:
1. che affranchi i lavoratori dall’aggettivo di fannulloni;
2. che motivi i lavoratori e li renda immuni dalle malattie;
3. che dia prospettive di crescita reale per l’economia regionale;
4. che preveda il diritto di progredire professionalmente;
5. che riconosca e premi il merito;
Vogliamo il rinnovo dei contratti!
Vogliamo la stabilizzazione a tempo indeterminato dei contrattisti!
Vogliamo il confronto sul disegno di legge sul personale!
Vogliamo il rifinanziamento e non il taglio del F.A.M.P.!
Non Vogliamo il bacino unico ! non vogliamo la privatizzazione dei beni pubblicoVogliamo chiarezza!!
I Sindacati sono uniti per rappresentare il più alto senso di responsabilità nei confronti dei
lavoratori e della comunità civile, uniti dalla necessità di superare i particolarismi di sigla a favore
degli obiettivi comuni.
Di contro registriamo la mancanza di una regia e sinergia del Governo, rispetto alle priorità
dichiarate.
La riforma sembra quasi uno slogan! Utilizzata per giustificare provvedimenti urgenti
e vessatori, senza obiettivi riconoscibili.
"Lo spirito è lo stesso di Brunetta: fare demagogia sul malfunzionamento della
pubblica amministrazione al solo scopo di vessare il personale senza che venga
introdotta vera efficienza attraverso la valorizzazione delle professionalità esistenti".
Negli scorsi incontri il Governo ha manifestato pari intendimenti, rispetto alle parti sociali, circa le
questioni sopraccennate, ma gli attacchi al personale, i tentativi per legge di ingerenze nelle
materie della contrattazione e in direzione di tagli alle già esigue risorse accessorie del personale,
dimostrano che non vi è una regia unica e chiara nel confronto con i Sindacati.
Chiediamo a tutti i lavoratori di manifestare il
proprio malessere partecipando all’assemblea sit-in
di P.zzo d’Orleans il 13 aprile alle ore 9,30.
Al termine verrà rilasciato valido attestato di partecipazione
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